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20+ libri romantici wlw (in italiano) da non perdere


Negli ultimi anni, i libri romantici wlw (ovvero women loving women, donne che si innamorano di altre donne) hanno iniziato a conquistare sempre più lettrici.

E io, come fan della prima ora, posso soltanto dire… finalmente! In un mondo ideale, avrebbe dovuto essere chiaro a tutti, fin dal principio, che i sapphic romance sono in grado di regalare (almeno) le stesse emozioni di un m/f o di un m/m. Ovviamente, basta dare un’occhiata alla nostra società per capire che i pregiudizi, in tutti i campi, sono stati tutt’altro che sconfitti.

Del resto, il più delle volte, sono gli editori stessi a sconsigliare la scrittura di romanzi wlw alle loro autrici, soprattutto quelle esordienti o che ancora non possono contare su un seguito molto ampio. Perché non si fidano delle loro stesse lettrici, magari… e, probabilmente, anche perché ritengono queste ultime incapaci di cogliere il richiamo di un buon romance. Come se il pubblico fosse pronto a lasciarsi sopraffare da chissà quale residuo di omofobia interiorizzata…. Sigh!

Ad ogni modo, a poco a poco, le cose stanno decisamente cambiando. Sempre più libri romantici queer riescono a trovare la strada per i nostri scaffali e questa piccolissima cosa, lascia che te lo dica, mi riempie il cuore di speranza!

Perciò, se sei alla ricerca di nuove letture capaci di farti battere il cuore e di immergerti in tante emozionanti storie d’amore tra donne, sospetto che questo articolo sarà in grado di aiutarti. Dopotutto, ho diversi anni di letture arretrate da condensare in qualche migliaio di parole! E la notizia migliore è che tutti i titoli che sto per consigliarti, dai romance storici alle rom-com, passando per gli slowburn e i libri dal sapore un po’ più “speziato”, sono già disponibili in lingua italiana

Più quanto riguarda gli inediti in Italia, invece, niente paura: più avanti ti proporrò un altro ricco, dettagliato aggiornamento con tutti i miei consigli! ^^


20+ libri romantici wlw da leggere in italiano

Written in the Stars: Scritto nelle Stelle” di Alexandria Bellefleur

libri romantici wlw - scritto nelle stelle

Quando si tratta di libri romantici wlw, pochissime autrici al mondo sono in grado di rivaleggiare con Alexandria Bellefleur. Fra i tratti ammirabili di questa giovane autrice spiccano, senz’altro, la capacità di creare una chimica incredibile fra i suoi personaggi, nonché quella di evocare in chi legge una sensazione di profondo struggimento e desiderio.

Anche i dialoghi brillano in maniera particolare, probabilmente in virtù dell’autentica venerazione che la nostra Bellefleur nutre nei confronti delle vecchie rom-rom dell’età d’oro hollywoodiana.

Written in the Stars” si può leggere, volendo, come una sorta di retelling in chiave moderna di “Orgoglio e Pregiudizio“.

Dopo un disastroso appuntamento al buio, Darcy Lowell è disperata: deve assolutamente trovare un modo per impedire al fratello benintenzionato di farle da Cupido! Ormai l’amore, e il cuore spezzato che ne rappresenta l’inevitabile conseguenza, è l’ultima cosa che desidera. Così, Darcy mente e dice al fratello che il suo ultimo incontro è stato un successo. Darcy, ovviamente, non si aspetta che la sua bugia le si ritorca contro.

Elle Jones, una delle astrologhe che si nascondono dietro il famoso account Twitter Oh My Stars, sogna di trovare la sua anima gemella. Ma sa che non è sicuramente Darcy… una bacchettona senza fronzoli, troppo analitica, puntuale e scettica per uno “spirito libero” come Elle. Quando il fratello di Darcy, nonché nuovo socio in affari di Elle, esprime quanto sia felice che le due ragazze siano andate d’amore e d’accordo, Elle è sconcertata. Ma Darcy era allo stesso appuntamento? Perché… oh, mamma!

Darcy, però, implora Elle di stare al gioco, e alla fine lei accetta di fingere che si stiano frequentando. Ma con alcune condizioni: Darcy dovrà aiutare Elle a gestire la sua famiglia durante le vacanze. Inoltre, il loro accordo scadrà alla vigilia di Capodanno. L’ultima cosa che le due donne si aspettano, ovviamente, è di sviluppare sentimenti realidurante una relazione finta. Ma forse gli opposti possono attrarsi, quando il vero amore è scritto nelle stelle!

L’edizione italiana di “Written in the Stars“, edita da Fanucci, è disponibile su Amazon.


Delilah Green Doesn’t Care” di Ashley Herring Blake

Lascia che te lo dica: sarebbe una follia pensare di lasciarsi sfuggire la meravigliosa e divertentissima trilogia di Brigh Falls”!

Nel primo libro, già disponibile in italiano, Delilah Green ha giurato che non sarebbe mai tornata a Bright Falls: da quando suo padre è morto, non c’è più stato nulla per lei, lì. Niente a parte, forse, i ricordi di un’infanzia solitaria durante la quale la sua famiglia acquisita tendeva a considerarla alla stregua di un peso. La sua vita è a New York, ora, con la sua carriera di fotografa pronta a decollare e il suo letto sempre occupato. Certo, da una donna diversa ogni sera, ma… a lei va bene così.

Eppure, non appena la sorellastra di Delilah, Astrid, la costringe a diventare la fotografa ufficiale per il suo matrimonio imminente, Delilah si ritrova di nuovo nella città dimenticata da Dio che, un tempo, aveva l’abitudine di chiamare casa. Delilah ha intenzione di fare semplicemente quello per cui è stata pagata e di andarsene senza guardarsi indietro; poi, però, si imbatte in Claire Sutherland, una delle migliori amiche altezzose di Astrid, e decide che, forse, a Bright Falls c’è un po’ di divertimento da provare, dopotutto.

Dopo aver cresciuto la figlia undicenne da sola, mentre si occupava del suo inaffidabile ex e gestiva una libreria, Claire Sutherland si è rassegnata a una vita tranquilla e priva di passione. E il ritorno Delilah Green è sicuramente una sorpresa sgradita… all’inizio. Ma, a volte, sono proprio le persone che credevi di conoscere da anni, a riservarti le sorprese migliori.

L’edizione Mondadori di “Delilah Green Doesn’t Care” ti già sta aspettando su Amazon.


Un’Ultima Fermata” di Casey McQuiston

Il libro che incarna l’essenza stessa del concetto di “queer joy”. Uh, nonché uno dei migliori romanzi d’amore incentrati sul concetto di “viaggio nel tempo” che ti capiterà di leggere!

Per la cinica ventitreenne August, trasferirsi a New York City serve soltanto a darle conferma di quanto già sospettava: Augsust, infatti, è convinta che cose come la magia e le storie d’amore cinematografiche non esistano e che l’unico modo intelligente di affrontare la vita sia… da sola. E non riesce a immaginare come servire ai tavoli di un ristorante di pancake aperto 24 ore su 24 e andare a vivere con una combriccola di coinquilini squinternati possa cambiare le cose. E non c’è sicuramente alcuna possibilità che il suo tragitto in metropolitana sia altro che una camminata quotidiana tra noia e guasti elettronici.

Ma poi, di colpo, August incontra questa splendida ragazza sul treno.

Jane. Abbagliante, affascinante, misteriosa, impossibile Jane. Jane con i suoi lati ombrosi, i capelli spettinati e il sorriso dolce, che si presenta con una giacca di pelle, pronta a comparire dal nulla proprio quando August aveva più bisogno di lei.

La cotta in metropolitana di August diventa la parte migliore della sua giornata. Eppure, molto presto, August scopre che c’è un grosso problema: Jane non sembra solo una punk rocker della vecchia scuola. È letteralmente stata sbalzata nel nostro tempo dagli anni ’70!

Ehm. Forse è arrivato il momento di iniziare a credere in alcune cose, dopotutto…

Ancora Una Fermata“, edito da Mondadori, è disponibile su Amazon e in tutte le migliori librerie.


Cinque Passi Tra Noi” di Alyson Derrick e Rachael Lippincott

cinque passi tra noi - libri romantici wlw

Alex Blackwood è un po’ testarda, e la sua vita non sembra poter fare a meno di un pizzico di caos e di un sacco di civetteria. Del resto, se c’è qualcuno che sa come si conquista una ragazza, quella è proprio Alex. Tenersela, d’altro canto… bè, quella è una canzone completamente diversa!

A Molly Parker, invece, piace tenere sempre tutto completamente sotto controllo. E ci riesce, il più delle volte. Se si eccettua la sua totale goffaggine, e il fatto che sua madre sia l’unica donna con cui Molly sia in grado di reggere una conversazione senza iniziare ad arrossire e a balbettare come un’idiota. Molly di essere innamorata della solare, super-estroversa Cora. Ma non ha idea di come approcciarla.

Alex e Molly non appartengono allo stesso pianeta, figuriamoci allo stesso campus universitario! Eppure, non appena Alex, reduce da una brutta (ma, forse, soltanto temporanea) rottura, scopre la cotta nascosta di Molly, le due ragazze si rendono conto che potrebbero avere un interesse comune. Perché ,forse, se Alex si offre volontaria per aiutare Molly a imparare come far innamorare la ragazza dei suoi sogni, riuscirà anche a dimostrare alla sua ex di non essere soltanto una civettuola egoista. Che è pronta ad assumersi un impegno vero.

E anche se Alex è l’ultima persona di cui Molly penserebbe di potersi fidare, non può negare che Alex ci sappia fare con le ragazze… a differenza di lei.

Mentre le due intraprendono il loro piano in cinque fasi per far innamorare le loro ragazze, però… cominciano a rendersi conto che forse saranno proprio loro, a innamorarsi. Ovviamente, l’una dell’altra…

Sul blog puoi leggere la mia recensione di “Cinque Passi Tra Noi”, edizione italiana di “She Gets The Girl“. Puoi acquistare la tua copia del libro su Amazon.


She Drives Me Crazy: Mi Fa Impazzire” di Kelly Quindlen

Dopo un’imbarazzante sconfitta contro la sua ex fidanzata, durante la loro prima partita di basket della stagione, la diciassettenne Scottie Zajac finisce in un tamponamento con la persona peggiore possibile: la sua nemesi, Irene Abraham, capo cheerleader dei Fighting Reindeer.

Irene è tanto cattiva quanto bella; perciò, Scottie si impegna a mantenere le distanze. E non appena l’incidente manda l’auto di Irene in officina per settimane di riparazioni e le ragazze sono costrette a condividere l’auto, il loro inizio difficile diventa solo più accidentato.

Ma quando si presenta l’opportunità per Scottie di vendicarsi della sua ex e di iniziare scalare la scala sociale della sua scuola, la ragazza decide di corrompere Irene per un elaborato schema di finti appuntamenti che minaccia di rivelare alcuni sentimenti molto… reali.

L’edizione italiana dello sport romance “She Drives Me Crazy” ti aspetta in libreria e su Amazon.

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“Companion”: la recensione del divertente film con Sophie Thatcher e Jack Quaid


companion - recensione film horror 2025

Nella settimana che ha segnato il ritorno delle “Yellowjackets” sul piccolo schermo, la visione in sala di “Companion” mi è sembrata praticamente obbligata…

Un film che si è rivelata un’ottima scelta, fra l’altro: la pellicola horror/sci-fi di Drew Hancock, infatti, offre allo spettatore un’ora e mezzo di puro intrattenimento intelligente, grazie alla sua sceneggiatura graffiante, al suo spirito irriverente e al suo cast di attori brillanti.

Fra tutti spicca – ovviamente – la nostra giovanissima Sophie Thatcher, finora nota soprattutto per il ruolo della teen-Natalie in “Yellowjackets” e di Sadie nell’adattamento del racconto di Stephen King “The Boogeyman” (ma l’abbiamo intravista anche sullo sfondo dell’esplosivo slasher “Maxxine“, e la rivedremo, prestissimo, al fianco di un mefistofelico Hugh Grant nell’imminente horror “Heretic“…)


Companion“: di cosa parla il film di Drew Hancock?

Una cosa è certa: meno informazioni avrai al momento della visione, più le disavventure dei due piccioncini Iris e Josh riusciranno a travolgerti!

Se poi riesci addirittura a trattenerti dal guardare il trailer… Bè, meglio ancora! Il teaser non ha il potere di spoilerare nessuno dei twist principali del film, se ricordo bene, ma la versione estesa è un’altra storia.

Ad ogni modo, la trama verte su questa coppia di fidanzati che decide di raggiungere gli amici di lui in un’isolata baita circondata dai boschi. Iris è agitata, un po’ perché teme di non essere accolta a braccia spalancate dalla combriccola e un po’ perché sospetta che una certa Kat (Megan Suri) nutra un’ostilità immotivata nei suoi confronti. Che sia segretamente innamorata di Josh anche lei, e decisa a portarglielo via?

E poi, perché anche gli altri due membri del gruppo, Eli (Harvey Guillen) e Patrick (Lukas Cage), sembrano guardare Iris con una certa aria di compatimento?

Nella baita, insomma, aleggia una strana tensione, e Iris è sempre più turbata.

Tuttavia, sarà soltanto nel momento in cui un ambiguo trafficante russo entrerà a far parte del mix di (fatali) ingredienti della vacanza, che la situazione per la povera ragazza inizierà a farsi davvero esplosiva…


Companion“: la recensione

In tanti hanno paragonato “Companion” ai migliori episodi della serie tv cult “Black Mirror“. Si tratta di un’analogia tutt’altro che azzardata: anzi, non mi sorprenderebbe affatto scoprire che parte dell’ispirazione per la storia di Iris e Josh deriva proprio dal famoso show di Charlie Brooker!

In realtà, oltre alle vibes e alla particolare natura delle sua premessa narrativa, “Companion” sembra condividere anche l’ironia e il dissacrante spirito da satira sociale tipici di “Black Mirror“.

Un film che inizia con il più zuccheroso e sdolcinato dei meet-cute hollywoodiani, e che piano piano si trasforma in…

Bè, in fondo basta interrogarsi un attimo sulla prima battuta in assoluto del film, scandita dalla voce fuori campo della Thatcher («There were two times I felt truly happy. First, the day I met Josh; second, the day I killed him…») per farsi un’idea di quale potrebbe essere la piega degli eventi!


La rom-com che ti… graffia!

Di “Companion” ho amato – oltre alla sua protagonista e al suo umorismo tagliante – soprattutto i divertenti dialoghi e il montaggio a prova di bomba. Perché ti assicuro che non troverai una sola scena di questo film che non abbia una sua precisa, deliberata funzione narrativa: che si tratti di usare un tocco di foreshadowning per gettare i semi di qualche imprevedibile colpo di scena futuro, o di mostrare la canna ancora fumante della tua imprevedibile pistola di Cechov.

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“Make the Season Bright”: la recensione della rom-com natalizia di Ashley Herring Blake


make the season bright recensione - ashley herring blake

Mi sarei mai decisa a leggere “Make the Season Bright“, se non avessi amato alla follia “Delilah Green Doesn’t Care” e il resto della trilogia ambientata a Bright Falls?

Probabilmente no: se esistono due tropes per cui ho sempre provato scarso interesse, sono il “second chance love” e il “childhood friend romance“… E si dà il caso che questa nuova commedia romantica a sfondo natalizio di Ashley Herring Blake tiri pesantemente in ballo entrambi!

Nel complesso, anche se non l’ho proprio divorato, mi sono comunque ritrovata ad apprezzare “Make the Season Bright” per quello che è. Vale a dire, una tenerissima coccola invernale, un classico feel-good book che non evita di macerare in un pizzico di angst, ma che sa anche concedersi tantissima ironia e una valanga di dialoghi brillanti!

Tutto merito dell’autrice, chiaramente, e della sua straordinaria abilità nel tratteggiare personaggi effervescenti e briosi, per cui si rivela sempre facilissimo tifare…


La trama

Sono passati cinque anni da quando Charlotte Donovan è stata mollata all’altare dalla sua fidanzata e, adesso, la nostra eroina se la cava alla grande! Certo, la sua distante madre continua a non chiamarla mai, ma Charlotte può comunque contare sul resto del suo quartetto d’archi, il Rosalind, e sul fatto che la sua vita a New York si sia trasformata in un sogno a occhi aperti.

Bè… più o meno.

Mentre le vacanze invernali si avvicinano, però, la sua amica e collega Sloane convince Charlotte – e il resto del quartetto – a trascorrere il Natale con lei e la sua famiglia in Colorado: un posto sicuramente più tranquillo e accogliente rispetto a Manhattan, che permetterà al gruppo di esercitarsi col violino in attesa di un importante tournée di concerti.

Ma non appena Charlotte arriva da loro, si rende conto che anche Adele, la sorella di Sloane, ha portato con sé un’amica da Nashville… e quell’amica è proprio Brighton, la sua ex storica!

Tutto quello a cui Brighton Fairbrook ambiva era la possibilità di trascorrere un allegro, colorato Natale – e provare a dimenticarsi, anche soltanto per qualche giorno, che la band che lei stessa ha creato ha appena deciso di sostituirla con un’altra cantante. Invece, è costretta a fingere di non aver mai incontrato Charlotte prima d’ora… cosa che si rivela particolarmente difficile, soprattutto quando la madre di Sloane e Adele sembra così determinata a iscriverle entrambe a una romantica competizione di Natale.

Charlotte e Brighton vengono presto risucchiate in una folle girandola di rocambolesche passeggiate a cavallo e fantasiose lezioni di cucina. Eppure, Charlotte si rifiuta ancora di parlare a Brighton. E, dopo quello che ha fatto, Brighton può a malapena biasimarla.

Dopo qualche giorno, però, alcune cose iniziano a tornare loro in mente. Ricordi. Musica. Il modo in cui erano solite suonare insieme – Brighton alla chitarra, Charlotte con il suo violino – e tutto diventa dolorosamente familiare.

Ma è tutto nel passato, adesso, e niente potrebbe sciogliere il ghiaccio che si è formato intorno ai loro cuori… giusto?


“Make the Season Bright”: la recensione

Abbandonare o essere abbandonati dal proprio partner all’altare: intere decadi di rom-com al cinema (e di sit-com in tv) ci hanno insegnato che non c’è davvero modo di tornare indietro da una cosa del genere, giusto? Insomma, una rottura così esplicita, così irrevocabile, deve per forza essere definitiva, no?

Mmm.

Non necessariamente, in realtà: almeno, è quello che prova a suggerirci il super-ottimista “Make the Season Bright” di Ashley Herring Blake; una commedia dai toni ironici e leggeri, che riesce a sfruttare in pieno le sue deliziose vibes invernali per ricordarci che, a Natale, ogni miracolo è possibile. Basta tenere la mente e il cuore aperti e, soprattutto, ricordarsi che la responsabilità della fine di una storia d’amore non risiede quasi mai esclusivamente sulle spalle della persona che decide di andarsene.

Insomma, il gioco di prospettive messo in gioco dall’autrice si è rivelato moooolto intrigante e devo ammettere che, se all’inizio mi aspettavo di biasimare Brighton e di parteggiare a spada tratta per Charlotte, la Herring Blake è riuscita a sfilarmi il proverbiale tappeto da sotto i piedi: perché, in realtà, mi è accaduto l’esatto contrario!

Cioè, non che non abbia afferrato il punto di vista di Charlotte, o che non sia riuscita a empatizzare con la sua backstory (anzi!). Ma, alla fine, è stato soprattutto il personaggio di Brighton, con la sua apparente solarità, le sue insicurezze nascoste e i suoi profondi rimpianti, a suscitarmi un grande senso di tenerezza e a risucchiarmi all’interno della trama…


Il Natale delle seconde occasioni

A livello di ritmo, “Make the Season Bright” è sicuramente affetto da una serie di problemi. O, forse, è soltanto che detesto i flashback in maniera viscerale, e la natura stessa di una trama del genere presuppone un uso massiccio di questa tecnica.

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“Bride”: la recensione del paranormal romance di Ali Hazelwood


bride recensione ali hazellwood - libro romance

Per scrivere la recensione di “Bride”, paranormal romance di Ali Hazelwood, dovrò fare del mio meglio per calarmi al di fuori del (mio) personaggio e indossare le lenti dell’Obiettività (ebbene sì: con la maiuscola!).

«Per quale motivo?», ti starai forse chiedendo. Bè, innanzitutto, lascia che ti dica che questa è una domanda più che lecita da parte tua. Soprattutto se hai cominciato a bazzicare da queste parti da poco, o se questa è, addirittura, la tua prima visita sul blog.

Perché chi mi conosce, sa già che il paranormal romance non è esattamente il mio sottogenere del cuore. Ho scelto di leggere “Bride” soprattutto perché il libro di Ali Hazelwood ha rappresentato una delle novità di febbraio 2024 più chiacchierate e amate dal pubblico.

Ero curiosa di scoprire a cosa fosse dovuto tutto il trantran. Anche perché l’autrice è molto famosa, ma nessuno dei suoi titoli precedenti era riuscito a instillare in me la benché minima scintilla d’interesse.

Mi sono detta che la lettura di “Bride”, con i suoi ammiccamenti al mondo dell’urban fantasy e la sua travolge dose di ironia, aveva tutte le carte in regola per rientrare un po’ più nelle mie corde. E devo ammettere che, in parte, avevo ragione


La trama

Misery Lark è l’unica figlia del vampiro più potente del Consiglio del Sudest. Misery è cresciuta come un’emarginata, costretta a fare da garante per la sua gente per tutta l’infanzia e a vivere in mezzo agli umani.

Quando è tornata a casa, ha scoperto che questa parola aveva perso completamente di significato per lei. Perfino fra i vampiri, ormai, non sembra più esserci alcun posto per lei. Per questo, Misery ha scelto di trascorrere in suoi anni successivi mimetizzandosi fra gli umani, avvolgendosi in una confortevole cappa di anonimato.

Un giorno, però, suo padre la convoca nel suo ufficio. Il vampiro vuole che Misery lo aiuti a forgiare un’alleanza con i licantropi, acerrimi nemici della loro gente da tempo immemore. Per riuscirci, la ragazza dovrà sposare Lowe Morland, l’alpha del branco più vicino, e sforzarsi di inaugurare una nuova era di pace fra i due popoli.

Si dice che i lupi siano violenti e imprevedibili, ma Misery ha i suoi motivi per accettare la proposta. Lowe, però, sa che non può fidarsi di lei. Sorveglia ogni movimento della sua nuova sposa, soppesa ogni sua parola, cerca di alzare fra di loro un muro incrollabile.

Invano: a poco a poco, infatti, l’impenetrabile facciata d’arroganza e brutalità di Lowe inizia a crollare, rivelando a Misery le vulnerabilità di un giovane uomo disposto a tutto, pur di proteggere il suo branco.


“Bride” di Ali Hazelwood: la recensione

Se ami il genere romantasy, lo spicy e il classico trope del maschio alpha pronto a trasformarsi in “sottone per amore“, sospetto che “Bride” ti piacerà da impazzire! È un libro molto divertente, dopotutto, che si lascia leggere alla velocità della luce malgrado la sua considerevole “mole” (chiamatemi bacchettona, ma resto convinta del fatto che nessun romance “puro” abbia bisogno di 400 pagine per chiudere il cerchio e consegnare al lettore un finale soddisfacente!).

La narrazione è scandita dalla voce narrante di Misery. Un personaggio che, a onor del vero, non brilla particolarmente per acume o capacità di iniziativa. In compenso, la nostra eroina può sicuramente aspirare a una candidatura per il premio “Maestra delle One-Liner” dell’anno!

Misery, infatti, si dimostra sempre pronta a fornire al lettore un irriverente commento sarcastico a proposito della situazione o degli altri personaggi.

Alcune di queste battute risultano genuinamente divertenti. Altre… virano un po’ più sul versante “adolescente nevrotica e immatura”, diciamo. Ma tant’è: nel complesso, ho apprezzato molto la leggerezza dei toni della narrazione e la grande intelligenza dell’autrice (testimoniata dalla sua cronica incapacità di prendersi troppo sul serio).


Storia di una “sassy girl” e del suo uomo-lupo

A livello di ambientazione, “Bride” forse ricorda più una romcom con Sydney Sweeney o Anne Heathway che il franchise di “Underworld”. Di fatto, l’elemento fantastico è solo un corollario: potresti eliminarlo dal quadro e non cambierebbe assolutamente nulla. A parte, forse, il contenuto di una o due scene di sesso dal taglio particolarmente bizzarro…

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“Bright Falls”: la recensione della trilogia romcom di Ashley Herring Blake


Bright Falls recensione - delilah green - astrid parker - iris kelly

La recensione della trilogia “Bright Falls” di Ashley Herring Blake non può che iniziare dalla mia romcom preferita di sempre, alias “Delilah Green Doesn’t Care”.

In realtà, ho amato profondamente tutti e tre i libri della serie. Ma il primo resta, a mio avviso, quello che ritrae i personaggi migliori e le dinamiche più coinvolgenti, oltre ai momenti più divertenti in assoluto.

Sullo sfondo dei tre romanzi, troviamo la pittoresca cittadina di Bright Falls, con le sue atmosfere da cartolina e i suoi ecclettici personaggi inclini al banter in stile “Gilmore Girls“. Per non parlare di alcuni fra i tropes più popolari tra i lettori di romanzi rosa: grumpy×sunshine, fake dating, enemies-to-lovers, found family ecc…


“Bright Falls” – la recensione: “Delilah Green Doesn’t Care”

Tutto ha inizio quando Delilah Green, cinica e mondana fotografa newyorchese, è costretta a tornare nella sua minuscola cittadina natale. Un posto che detesta e in cui ha trascorso un’infanzia infelice e un’adolescenza tormentata, al fianco dell’algida matrigna Isabelle e dell’istrionica sorellastra Astrid.

Delilah aveva fatto un giuramento a se stessa: non rimettere mai più piede nell’odiata Bright Falls. Ma l’imminente matrimonio di Astrid (peraltro, con quello che l’irriverente Delilah considera un gran pezzo d’asino…) alla fine le forza la mano.

Per “vendicarsi” di questo imprevisto contrattempo, Delilah decide di provare a sedurre Claire Sutherland, una delle amiche del cuore di Astrid. Una notte di passione e via, verso la prossima avventura… con il bonus aggiuntivo di annoiare profondamente Astrid!

Dopotutto, se esiste un’arte in cui la ribelle Delilah è sempre riuscita a eccellere… Non ha forse a che fare con la sua straordinaria abilità di recitare la parte della costante spina nel fianco? L’incorregibile pecora nera di famiglia, o qualcosa del genere?

Il piano, certo, è di una stupidità inaudita. Delilah, forse, sarebbe la prima ad ammetterlo. Eppure, chi potrebbe immaginare fino a che punto il suo stesso progetto stia per ritorcersi contro di lei? Soltanto nel momento in cui comincerà a perdere seriamente la testa per Claire, dolcissima bibliotecaria alle prese con una figlia pre-adolescente, Delilah inizierà a sospettare di essere infilata in un guaio molto, molto più grande di lei…

“Delilah Green Doesn’t Care” è un libro rosa leggero, divertente e incentrato su una coppia di protagoniste dotate di un’alchimia sorprendente. I dialoghi sono irresistibili e pieni di verve, una caratteristica che contribuisce ad allontanare la storia dal regno dell’angst gratuito e a spingerla più verso il perimetro della tua classica romcom in stile Reese Whiterspoon o Sandra Bullock. Il romanzo affronta, peraltro, alcune tematiche collaterali quali il rapporto con la famiglia d’origine e l’antagonismo fra sorelle. E lo fa in un modo molto simpatico e brioso, senza mai rischiare di scivolare nella superficialità o nel buonismo a buon mercato.

Ah, peraltro “Delilah Green Doesn’t Care” vanta il merito aggiuntivo di introdurre le altre due grandi protagoniste della serie “Bright Falls”: la nevrotica ice queen Astrid Parker e l’esuberante party girl Iris Kelly…



“Astrid Parker Doesn’t Fail”: la recensione

Continuiamo la nostra recensione della serie “Bright Falls” introducendo Astrid, sorellastra di Delilah e implacabile stacanovista del lavoro. Una giovane donna che vive assecondando un unico, incontrovertibile comandamento: il fallimento, in tutte le sue forme, è da considerarsi anatema inaccettabile!

Peccato che la rottura definitiva con un fidanzato ricco, ma odioso, e un paio di grossi problemi dal punto di vista professionale stiano per mettere a dura prova il suo stile di vita. Quel poco che resta del suo tradizionale aplomb? Verrà messo a dura prova da due ulteriori “elementi di disturbo”: da una parte, le continue interferenze nella sua vita privata da parte di sua madre, la tirannica Isabelle Parker-Green; dall’altra, la profonda confusione che Astrid (dopo una vita trascorsa all’insegna della più totale eterosessualità) inizia a provare nel momento in cui si scopre attratta dalla solare compagna di lavoro Jordan Everwood.

In “Astrid Parker Doesn’t Fail”, Ashley Herring Blake introduce la “variabile” del reality show e lo fa moooolto bene, preparando la scena per una serie di siparietti comici e momenti romantici dal taglio assolutamente delizioso. Peraltro, il libro torna a indagare le complesse dinamiche madre/figlia e a esplorare il concetto di bisessualità, seguendo il graduale-ma-tenero percorso di accettazione di Astrid della propria identità.

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“Mortal Follies”: la recensione del libro Regency-fantastico di Alexis Hall


mortal follies recensione - alexis hall

La recensione di “Mortal Follies” arriva sul blog per spezzare – finalmente – la lunga pausa estiva!

Un’interruzione non voluta, ma di cui, purtroppo, avvertivo disperatamente il bisogno. Soprattutto considerando le due o tre rivoluzioni che hanno alterato il corso delle mie giornate…

Ma bando alle ciance, e torniamo subito all’argomento del giorno: il diabolico, irriverente, spassosissimo libro Regency di Alexis Hall, già autore del famoso “Boyfriend Material” (edito in Italia da Mondadori).

Il suo “Mortal Follies” merita tutte le attenzioni del mondo: stiamo parlando, infatti, di un travolgente concentrato di eccentricità, originalità, umorismo e seduzione. In effetti… posso confessarlo? Non mi aspettavo di riuscire ad apprezzare così tanto lo stile di questo autore, i suoi personaggi bislacchi e le sue effervescenti ambientazioni.

Ma, in questo caso, posso confermarti che la combo “romcom in costume + elemento fantastico” si è rivelata una vera manna dal cielo…


La trama

E’ il 1814 e l’ingresso in società di Miss Maelys Mitchelmore sta andando incontro a un impedimento alquanto particolare: una maledizione, nel vero e proprio senso della parola!

All’inizio, il maleficio assume una forma abbastanza innocua, limitandosi a disintegrare il suo vestito nel corso di una serata danzante. Uno scandalo che, in realtà, la povera Maelys riesce a evitare per il rotto della cuffia.

Eppure, ben presto, un’escalation di incidenti costringe la ragazza a fare i conti con il problema. Che potrebbe, in effetti, essere molto più serio di quello che sembra.

Per spezzare il sortilegio, Maelys dovrà quindi chiedere l’aiuto di una delle persone più ricche e indesiderabili agli occhi della società: la cupa e disincantata lady Georgiana Landrake, che in molti ritengono responsabile dell’inspiegabile sterminio della sua famiglia.

Se uno dovesse dar retta ai pettegolezzi, si potrebbe anche credere che lady Georgiana sia una sorta di incantatrice malvagia.

Ma poi… bè.

Un’incantatrice malvagia potrebbe essere esattamente quello di cui Miss Mitchelmore ha bisogno…



“Mortal Follies”: la recensione

La prima cosa da sapere a proposito del libro di Alexis Hall: ci troviamo alle prese con una storia che si iscrive nel novero del romance, in primis, e in quello del fantastico soltanto in via secondaria (elemento che, in realtà, riecheggia le mie considerazioni a proposito della difficoltà strutturali di considerare il fantasy come un genere a se stante, piuttosto che una semplice attribuzione inerente al tipo di ambientazione prescelta…).

La trama di “Mortal Follies” ruota attorno al concetto di “maledizione”, nonché ai temi – piuttosto caratteristici – dei capricci del fato, dei pregiudizi sociali e dell’amore come forza (probabilmente) salvifica.

E’ anche corredata di innumerevoli scene speziate, e da una voce narrante sardonica e squisitamente dispettosa: quella dell’hobgoblin Robin, un fae che, in termini di ironia e sboccata tendenza al salace commentario sociale, pare quasi un diretto discendente del Bartimeus di Jonathan Stroud.


Il racconto nel racconto

Cronista nell’anima, narrastorie per indole e professione, Robin segue la temeraria e trafelata Miss Mitchelmore un po’ dappertutto. Attratto dal caos che la giovane dama lascia sulla sua scia come, si potrebbe dire, la proverbiale falena attratta dalla luce del fuoco.

Nel frattempo, attorno alla nostra eroina si raduna un’improbabile quanto scatenato terzetto di eroi: la conturbante – e misteriosa – lady Georgiana Landrake, sedicente parricida e sterminatrice di fratelli; l’azzimato gentiluomo John Caesar, dalle frequentazioni quanto mai variegate; e la squinternata lady Lysistrata Bickles, una sorta di divertentissima Phoebe Buffay in corsetto e crinoline.

Nel corso del suo libro, Alexis Hall chiama a raccolta creature provenienti da ogni forma di mitologia immaginabile. Sguinzagliando fra le sue pagine, di fatto, un serraglio di personaggi leggendari: kelpies e streghe, antichissime divinità pagane e sacerdotesse voodoo, Oberon e Titania, e chi più ne ha, più ne metta.

Stranamente, in tutto questo guazzabuglio di energie, è il fattore dell’entusiasmo a trionfare sul disordine. Ne consegue una lettura che rappresenta, a tutti gli effetti, esattamente quella sorta di innocente e giocoso “passatempo proibito” che l’immagine di copertina riesce a evocare…

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“She Gets The Girl: Cinque Passi Tra Noi”: recensione della romcom LGBT di Alyson Derrick e Rachael Lippincott


cinque passi tra noi recensione - she gets the girl - lippincott e derrick

She Gets The Girl” (aka “Cinque Passi Tra Noi“) è una tenera e spassosa rom-com LGBT di Alyson Derrick e Rachael Lippincott (già autrice del romanzo “A Un Metro da Te”).

La trama, i personaggi e le atmosfere ricordano una via di mezzo fra “Ancora Una Fermata” di Casey McQuinston e il recente teen-movie “Crush disponibile su Disney+”.

L’età delle due protagoniste – entrambe alle prese con il primo anno di college – potrebbe forse contribuire a dare l’impressione che “She Gets the Girl” rientri nel novero dei libri new adult.

In realtà, il romanzo di Derrick e Lippincott si rivela una lettura priva di complicazioni e totalmente sex-free, perfettamente adatta al pubblico dei lettori giovanissimi


La trama

Alex Blackwood è una ragazza un po’ testarda, con una certa inclinazione per il caos e una considerevole vena civettuola.

In effetti, Alex non ha mai avuto difficoltà a socializzare e a procurarsi appuntamenti. Semmai, per lei il problema è sempre stato quello di riuscire ad approfondire quei rapporti e tenersi strette le persone a cui tiene.

Molly Parker ha tutto sotto controllo. La sua vita è praticamente perfetta… cioè, a parte il fatto di non riuscire praticamente ad articolare parola in presenza dei suoi coetanei. O la consapevolezza che la sua unica amica sia anche – guarda caso – sua madre.

Molly è innamorata della bellissima Cora Myers praticamente da una vita. Solo che… non le ha mai veramente parlato. Non ancora, per lo meno.

Alex e Molly non appartengono allo stesso pianeta; figuriamoci se due come loro potrebbero riuscire ad andare d’accordo nello stesso campus!

Ma quando Alex, fresca di una recente (ma, auspicabilmente, tutt’altro che permanente…) rottura con una brillante musicista, scopre che Molly ha una cotta segreta per Cora, decide che è arrivato il momento di unire le forze e formulare un piano machiavellico.

Perché, forse, se si offrirà volontaria per aiutare Molly a superare la sua timidezza con Cora, Alex riuscirà a provare alla sua ex di non essere la persona egoista e inaffidabile che Natalie la accusa di essere. Che Alex, stavolta, è davvero pronta per impegnarsi in una relazione seria.

Molly, dal canto suo, è sicurissima di non potersi fidare di Alex… ma non può certo negare il fatto che Alex sappia quello che sta facendo, quando si tratta di ragazze.

Riusciranno le nostre eroine a portare avanti il loro (improbabile) piano di conquista in cinque fasi?

Ma, soprattutto, riusciranno Alex e Molly a interagire ogni giorno per settimane, senza uccidersi a vicenda o… finire per innamorarsi l’una dell’altra?


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“Payback’s a Witch”: la recensione della romcom fantasy di Lana Harper


payback's a witch recensione - Lana Harper - libro paranormal romance

Payback’s a Witch” è un cozy fantasy di Lana Harper, primo romanzo della serie “The Witches of Thistle Grove”.

Nel 2021, il libro ha riscosso un discreto successo, confermandosi come una delle rom-com LGBT a tema sovrannaturale più chiacchierate dell’anno.

Peccato che, su di me, la magia della storia non sia riuscita a sortire il minimo effetto. Anzi: a dire il vero, l’ho trovata noiosetta, prevedibile e banale.

In realtà, le pittoresche atmosfere in stile Halloweentown mi sono sembrate molto simpatiche, e un paio di battute sono sicuramente riuscite a strapparmi un sorriso.

Eppure, per come la vedo io, “Payback’s a Witch” è uno di quei romanzi in cui i personaggi (costruiti male, e gestiti peggio…) non sembrano avere assolutamente nulla da dire.

Gli ostacoli sul loro cammino si contano sulle dita di una mano, così che ogni loro cambiamento interiore assume l’aspetto di un dono del cielo, piuttosto che il frutto di una sudata vittoria.

Ovviamente, la totale assenza di alchimia fra la protagonista e il suo love interest non fa altro che peggiorare le cose….


La trama

Emmy Harlow è una strega, ma non una di quelle particolarmente potenti: in parte, perché Emmy non torna a casa, nella sua magica città natale di Thistle Grove, da anni.

Il suo esilio autoimposto è cominciato dopo che Gareth Blackmoore, erede locale della più potente famiglia di stregoni, le ha spezzato il cuore in uno sfoggio di nonchalance, distruggendo di colpo tutti i suoi sogni.

Ma, adesso, a Thistle Grove si sta avvicinando la data del prestigioso torneo di magia che si svolge soltanto una volta ogni generazione. La tradizione vuole che sia un esponente della famiglia Harlow ad arbitrare l’evento, così Emmy, rosa dai sensi di colpa, decide di tornare a casa per adempiere ai suoi doveri.

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